Mi candido nella categoria Rappresentante del SUD essendo Palermitano e in contatto con le realtà Siciliane e Sarde (Autori locali, Film Commission, Festival, ecc.)
Sono nel direttivo uscente, e questi 2 anni mi hanno arricchito parecchio, grazie agli scambi proficui con un direttivo vario e ricco di belle personalità.
Sono stati 2 anni di mobilitazione straordinaria. Con urgenze gravi e prioritarie rispetto tutto il resto visto che il settore era bloccato e le nuove leggi minacciavano di colpire il cinema indipendente. Lo studio dei decreti, le riflessioni sulle modifiche da proporre e le strategie per farci ascoltare dal MIC ci hanno impegnati sin da subito, lasciando poco spazio per lavorare su una serie di altre istanze che vorrei portare avanti durante il prossimo direttivo. Come la ricerca di una sede e di un cinema per gli autori (come era il Kino), la creazione di un Premio per il cinema indipendente, lo sviluppo di interazioni con le regioni del sud, la creazione di fondi di sviluppo per gli autori da parte delle Regioni oltre al miglioramento di alcuni regolamenti come quello dei David di Donatello (regole di accesso ai film delle piattaforme, delle serie, ecc.)
Abbiamo inoltre, dopo anni, rinsaldato l’unità con ANAC e creato un’unità fra gli autori (WGI, Air3, Anac e noi) che non era mai esistita. Mi piacerebbe continuare in questa linea per poter portare avanti anche insieme a loro una serie di iniziative.
Purtroppo le problematiche legate ai decreti MIC attuali sono ancora aperte e urgenti. I decreti non sono ancora funzionali. Senza ulteriori modifiche -a mio avviso- le risorse potrebbero esaurirsi prima della fine dell’anno e riproporre lo stesso blocco del settore.
Per questo mi sento che dobbiamo continuare il lavoro iniziato e nello specifico spingere il Governo a regolamentare ancor meglio il Tax Credit limitando i monopoli e la concentrazione dei fondi su pochi grossi film e poche grosse società, spesso controllate da gruppi stranieri. Anche attraverso dispositivi che già abbiamo proposto (come un “descalator’ sostanziale, per diminuire la percentuale di TC all’aumentare del budget e/o l’abbassamento ulteriore del “Cap“, per limitare la cifra massima che un film o un gruppo può ricevere dal TC). Senza questi aggiustamenti il TC è insostenibile.
Infine abbiamo iniziato un lavoro di sensibilizzazione per rimettere al centro del dibattito culturale l’importanza dell’AUTORE e dell’ECCEZIONE CULTURALE, più che il film come PRODOTTO INDUSTRIALE.
Per continuare questo lavoro, insieme alle altre importanti istanze iniziate (contratto di lavoro collettivo, difesa delle sale cinema, ecc.) ho deciso di ricandidarmi. Grazie a tutti.
