Categoria: Autori di documentari
PRESENTAZIONE
Qui Marco Simon Puccioni, sono prima di tutto un regista ma anche uno sceneggiatore e produttore indipendente. Lavoro da circa 30 anni e ho quindi un’estesa esperienza professionale nel cinema e nella televisione, lavorando a tutto campo ho realizzato diversi documentari e lungo metraggi di finzione per il cinema oltre a corti e programmi tv. Sono da sempre impegnato nell’innovazione (ho sperimentato negli 90 prime forme di tv interattiva, e realizzato uno dei primi film digitali) e nel cinema che affronta tematiche sociali, sia nella fiction che nel documentario.
Ho anche una lunga esperienza nell’associazionismo di autori essendo stato presidente di associazioni come Cinema Senza Confini (progetto Intolerance 1997) e Ring (2004-2010 associazione di registi di opere prime e seconde). Sono stato fondatore dei 100autori e parte del primo direttivo (2009).
Dopo, pur non avendo più ruoli nel direttivo mi sono occupato dell’associazione, lavorando ultimamente sul contratto nazionale e sulle pari opportunità. Come ultima nota personale sono parte della comunità LGBTQ+ e sono padre di due adolescenti con mio marito.
PROGRAMMA
Se eletto intendo prima di tutto continuare il lavori dei miei predecessori per dare dignità e spazio al DOCUMENTARIO italiano che dopo la rinascita ha raggiunto una nuova maturità che gli permette di incontrare anche il pubblico in sala. Il documentario ha bisogno di essere sostenuto dal MIC sia per la produzione che per la distribuzione in sala e avere spazi dedicati per legge in tutte le piattaforme e televisioni anche con programmazioni seriali. Il racconto del nostro Paese passa per il documentario e credo ci sia un grande pubblico per tutte le sfaccettature della realtà.
Oltre a sostenere il documentario italiano, sono un grande sostenitore dell’UNITA’ degli autori. Dobbiamo creare una federazione delle associazioni di autori esistenti per superare le divisioni, essere consapevoli della nostra forza e rilevanza nel mondo dell’audiovisivo ed essere ascoltati dagli interlocutori che del nostro lavoro vivono e prosperano. Registi e sceneggiatori hanno diversi tempi e modalità di lavoro che richiedono un’attenzione specifica, ma queste particolarità non devono creare divisioni che ne indeboliscono la rappresentanza.
Il CONTRATTO NAZIONALE è la prima grande rivoluzione che possiamo fare tutti insieme stabilendo per la prima volta le regole che si permettono non solo di essere dei creatori detentori del diritto d’autore, ma dei lavoratori che hanno diritto a costruire una vita privata con le protezioni di legge per salute, disoccupazione, continuità lavorativa, genitorialità, pensione.
Il contratto tra l’altro può essere l’occasione per porre la questione di riformare il MERCATO DEL LAVORO. Viviamo in una situazione di grande discontinuità lavorativa e se da un lato dobbiamo chiedere delle tutele pubbliche per i periodi di disoccupazione, dall’altra dobbiamo creare un mercato del lavoro trasparente. A parte il cinema d’autore, l’audiovisivo industriale offre molte occasioni di lavoro – nella serialità e in altri settori – che non vengono rese note e per le quali registi e sceneggiatori non possono candidarsi, mentre un vero mercato dinamico dovrebbe vagliare la professionalità di tutti i possibili candidati. Sarà in questo modo possibile anche portare avanti discorsi di inclusione, diversità e di rappresentazione più articolata e complessa della realtà.
Questo è solo un programma di massima, ma spero di poterlo portare avanti insieme a voi.
