Il cinema italiano fa fronte comune al Teatro Argentina: mobilitazione unitaria in vista dei David di Donatello

Roma, 22 aprile – Il mondo del cinema e dell’audiovisivo ritrova la sua unità. L’assemblea convocata ieri al Teatro Argentina dal Coordinamento Autori e Autrici (100autori, ACMF, AIDAC, AIR3, ANAC, WGI) ha segnato un momento storico. Autori, attori, tecnici e maestranze hanno manifestato la chiara volontà di superare le divisioni per rispondere a una crisi sistemica, segnata da pesanti tagli ai fondi ministeriali e dalla cronica mancanza di tutele sociali dei lavoratori.

Dopo i saluti di Francesco Siciliano, Presidente del Teatro di Roma, ha aperto i lavori Stefano Rulli (100autori) che ha ribadito la necessità cruciale di unire le forze del cinema e dell’audiovisivo per affrontare sfide comuni. Ha ricordato come il governo abbia dimezzato i fondi selettivi per il cinema italiano e più che raddoppiato il tax credit per i film esteri. In risposta a quei tagli è nata la lettera aperta “Non c’è Italia senza cinema. Patrioti ma di quale patria?”, che ha registrato l’adesione di oltre 6000 professionisti e segnato un punto di svolta della mobilitazione del settore.

Numerosi esponenti hanno poi preso la parola per denunciare una crisi che interessa l’intera filiera. Sono intervenuti tra gli altri Giorgio Glaviano (autori WGI), Fabrizio Berruti e Mimmo Calopresti (autori ANAC), Pivio (compositori ACMF), Giovanni Caloro (registi AIR3), Sabina Di Marco (Slc CGIL), Raffaele Buranelli (attori RAAI), Vincenzo Vita (archivio AAMOD), Cristiano Migliorelli (Cinecittà UILCOM), Annalisa Forgione (montatori AMC), Paolo Carnera (direttori della fotografia CCS), Eva Coen (Scenografi Costumisti Arredatori ASC).

L’assemblea ha messo in luce un settore in crisi ma compatto, chiamato ad affrontare sfide come la trasparenza nell’assegnazione dei fondi, la difesa dell’eccezione culturale, la riforma delle Commissioni — come promesso alla recente riunione del MIC, un welfare che garantisca certezze a lavoratori e lavoratrici. Viene richiesto con forza un dialogo istituzionale su questi punti e sulla riforma che definirà il futuro dell’intero settore, rifiutando ogni contrapposizione sterile, ritenuta strumentale e controproducente, e proponendo invece una visione a lungo termine per l’intero comparto.

Nelle conclusioni, si è tracciata la rotta verso i Premi David di Donatello (6 maggio). Per tenere alta la pressione sul governo, si lavorerà a un appello unitario da leggere al Quirinale. Durante la diretta televisiva, ci si propone di attuare una “disseminazione militante”, invitando i vincitori a farsi portatori di una parola d’ordine comune per ricordare al Paese due concetti ineludibili: il nostro è un lavoro che ha bisogno di diritti e tutele; il nostro lavoro crea opere che stanno alla base dell’immaginario collettivo del Paese, dal quale dipende la sua tenuta sociale e democratica.

Il cinema italiano è unito e non si ferma, perché non c’è Italia senza Cinema.

Il Coordinamento Autori e Autrici
(100autori, ACMF, AIDAC, AIR3, ANAC, WGI)

 

 

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